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Il Forte di Bard sopra il paese e il fiume

Esperienze

NON C’È SOLO
LA MONTAGNA.

Una cucina alpina con una voce precisa, vigneti che salgono oltre i mille metri, castelli lungo l’asse della valle, Aosta romana e una tradizione artigiana che riempie la città ogni gennaio. In poco più di tremila chilometri quadrati le distanze sono brevi, ma le cose da vedere non lo sono.

La tavola

Una cucina di montagna fatta di formaggio, salumi, segale e burro — e dei vini che fuori dalla valle conosce quasi nessuno.

5 esperienze

Una sala da pranzo alpina rivestita di legno, apparecchiata per il servizio
Una zuppa e un bicchiere di rosso su un tavolo di legno
Una finestra illuminata di sera in un edificio di legno

Le quattro stelle Michelin

Quattro ristoranti stellati Michelin in una regione di circa 123.000 abitanti: Vecchio Ristoro e Paolo Griffa al Caffè Nazionale ad Aosta, Wood a Cervinia, Le Petit Bellevue a Cogne. Prenotiamo noi, parliamo con la cucina prima, e ti diciamo con franchezza quale delle quattro sale corrisponde alla serata che avevi in testa: perché non sono intercambiabili.

Pranzo in rifugio

Una delle esperienze più semplici e riuscite della valle è mangiare in rifugio, magari a 2.200 m su una terrazza di legno. Polenta concia, carbonada, seupa à la Valpellinentse e una bottiglia di Torrette. Ci si arriva con gli sci, a piedi o in gatto delle nevi.

Cuoco in casa

Uno chef nel tuo chalet per una sera o per tutte, con un menù degustazione oppure esattamente quello che i tuoi figli mangeranno davvero.

Cena in quota

Salita in gatto a un ristorante di montagna dopo la chiusura degli impianti, un tavolo apparecchiato sulla terrazza a 3.466 m dello Skyway, o un pranzo al sacco preparato come un vero pranzo, portato a un colle dalla guida.

Mercato e cucina

Il mercato di Aosta con un cuoco, poi le mani in pasta: gnocchi alla bava, polenta concia e tegole di Aosta.

Cantine e produttori

Vigne fra le più alte d’Europa, Fontina DOP che puoi vedere stagionare anche nelle gallerie di Valpelline, e genepì da erbe alpine d’alta quota.

6 esperienze

Forme di Fontina DOP con il marchio del consorzio impresso
Vigne sopra il fondovalle di Aosta, con un castello e le montagne dietro sotto un cielo di tempesta
Bicchieri, pane e formaggio preparati per una degustazione su un tavolo di legno

I vini della Vallée

Dalla Petite Arvine e dal Fumin ai Torrette, Nus Malvoisie, Chambave Muscat, Enfer d’Arvier e Donnas: vini e vitigni assaggiati con chi li fa, su terrazzamenti tenuti su da muri a secco mantenuti e ricostruiti da generazioni.

Blanc de Morgex et de La Salle

Prié Blanc a piede franco fino a 1.200 m sotto il Monte Bianco: la quota e le condizioni locali hanno permesso di conservare viti non innestate, una rarità nell’arco alpino, fra le vigne più alte d’Europa. Un vino che non somiglia a nessun altro in Italia, e che va bevuto qui per capirlo.

Fontina DOP

Visita in caseificio alla prima mungitura, poi giù nelle grotte di stagionatura di Valpelline, che sono una miniera di rame dismessa, dove migliaia di forme vengono girate e spazzolate a mano. La assaggi giovane, più stagionata e poi sciolta in fonduta.

Salumi e dispensa d’alta quota

Jambon de Bosses DOP stagionato a 1.600 m, Lard d’Arnad DOP nei doils di castagno, motsetta, Fromadzo DOP e miele di montagna.

Genepì e distillati

Il genepì nasce da artemisie d’alta quota; in distilleria lo assaggi insieme a grappe e infusi.

Caffè alla valdostana

Caffè, grappa, scorza di limone e zucchero. La miscela si accende e la coppa dell’amicizia, con più beccucci, passa di mano in mano intorno al tavolo. La grolla, quella con un becco solo, è un altro oggetto: qui la distinzione conta davvero.

Castelli e storia

Una città romana, una fila di castelli messi a guardia della strada per le Alpi, e un’area megalitica dove l’aratura rituale è datata intorno al 4200 a.C.

7 esperienze

La doppia cinta muraria e le torri del castello di Fénis
I bastioni a terrazze del Forte di Bard sulla sua rocca
L’alta facciata ad arcate del teatro romano di Aosta

Castello di Fénis

L’immagine che tutti hanno in testa quando dicono castello medievale: doppia cinta muraria, merli a coda di rondine e la scala affrescata nel cortile. Uno dei manieri dei Challant meglio conservati.

Forte di Bard

Una fortezza enorme piantata nel punto più stretto della valle. La fortezza che nel 1800 resistette all’avanzata napoleonica fu poi demolita per ordine di Napoleone: quella che vedi oggi è la ricostruzione sabauda dell’Ottocento. Oggi ospita il Museo delle Alpi, e ha fatto da Sokovia in Avengers: Age of Ultron.

Aosta romana

Augusta Prætoria Salassorum, 25 a.C. L’Arco d’Augusto, la Porta Prætoria, la facciata del teatro, il criptoportico sotto il foro e il ponte-acquedotto di Pont d’Aël, ancora in piedi dopo duemila anni e ancora percorribile.

Saint-Martin-de-Corléans

L’area megalitica sotto la città moderna: stele antropomorfe, i solchi di un’aratura rituale datata intorno al 4200 a.C. e tombe monumentali del III millennio, esposti dove sono stati trovati, sotto il museo costruito sopra il sito.

La strada dei castelli

Sarre, Issogne, Verrès, Aymavilles, Ussel, Saint-Pierre e Castel Savoia a Gressoney-Saint-Jean — ognuno con una storia diversa, in una giornata ben costruita o distribuiti su una settimana.

Aosta sacra

La collegiata di Sant’Orso con il chiostro romanico e i capitelli scolpiti, i mosaici e il tesoro della cattedrale, e l’ospizio del Gran San Bernardo che ospita viandanti da mille anni.

I villaggi walser

Case di legno e pietra a Gressoney, Issime e Alagna, costruite da gente di lingua tedesca arrivata dal Vallese attraverso i colli nel Medioevo e ancora riconoscibile nella lingua, nell’architettura e nelle tradizioni locali.

Cultura viva

Non sono cose messe in scena per chi viene da fuori. Sono tradizioni che qui esistono comunque. Noi ti aiutiamo a viverle da vicino.

6 esperienze

Piazza Chanoux e il palazzo civico, nel centro di Aosta
Un rascard walser di legno, sollevato sui funghi di pietra
L’Arco d’Augusto ad Aosta

Fiera di Sant’Orso

Per due giorni alla fine di gennaio, il 30 e il 31, la Fiera di Sant’Orso riempie le vie di Aosta di intagliatori, artigiani della pietra ollare, merlettaie e tessitori di drap, con la Veillà nella notte in mezzo che non si ferma fino all’alba. Una tradizione che la Valle fa risalire a oltre mille anni fa.

Carnevale della Coumba Freida

Nei paesi sotto il Gran San Bernardo le landzette mascherate sfilano di casa in casa con costumi che, secondo una delle interpretazioni più note, richiamano in forma satirica le uniformi dell’esercito napoleonico.

Bataille des Reines

Le vacche valdostane si sfidano per stabilire la gerarchia della mandria: una tradizione non cruenta, con una finale che a ottobre riempie l’arena Croix-Noire di Saint-Christophe.

Marché Vert Noël

Il mercatino di Natale nel cuore di Aosta: per l’edizione 2026/27 è in Piazza Chanoux.

Botteghe artigiane

Un’ora al banco con un intagliatore, un lavoratore di pietra ollare o una merlettaia di Cogne: si fa una cosa male, con le proprie mani, accanto a chi la fa benissimo.

Lingue e patois

Una regione con due lingue ufficiali, dove si parlano ancora il patois franco-provenzale e il titsch walser. Si può organizzare una serata di racconti nelle lingue storiche della valle, con chi le ha imparate da bambino.

Dall’alto

Quattro massicci sopra i 4.000 chiudono questa valle. Di modi per guardarli in faccia ce n’è più di uno.

5 esperienze

Una mongolfiera in volo sotto una parete alpina innevata, nella luce bassa dell’inverno
Un elicottero vola basso sopra un ghiacciaio crepacciato
Una terrazza panoramica di vetro a sbalzo da una cima di roccia

Giro in elicottero

Venti minuti intorno al Monte Bianco, oppure un’ora piena su tutti e quattro i massicci, con atterraggio sul ghiacciaio dove le elisuperfici autorizzate lo consentono ai sensi della L.R. 15/1988, e un brindisi sulla neve.

Mongolfiera

Decollo alle prime luci dal fondovalle d’inverno, in silenzio, mentre le cime passano dal grigio al rosa al bianco.

Skyway Monte Bianco

Cabine rotanti fino a Punta Helbronner, 3.466 m, con il giardino botanico a metà salita e il pranzo in cima. L’eventuale inclusione nello skipass dipende dal titolo acquistato: la verifichiamo prima e lo mettiamo nel giorno giusto.

Parapendio biposto

Dai venti ai quaranta minuti sopra la conca di Aosta, con durata e decollo decisi sulle condizioni del giorno.

Osservatorio di Saint-Barthélemy

L’osservatorio astronomico regionale a Lignan, in alto e con un cielo davvero buio. Serate ai telescopi, osservazione solare di giorno, e un planetario per quando le nuvole vincono.

Giornate lente

Non tutte le giornate devono avere una cima dentro.

6 esperienze

Il paese termale di Pré-Saint-Didier visto dai pendii sopra
Un gruppo di case di legno scuro su un pendio verde
La luce della luna su un lago ghiacciato, sotto le montagne innevate

Pomeriggi alle terme

Pré-Saint-Didier sotto il Monte Bianco, o Saint-Vincent in bassa valle. Al trasferimento pensiamo noi, così nessuno deve guidare dopo. A Saint-Vincent si entra dai dieci anni in su: se ci sono bambini più piccoli, Pré-Saint-Didier è la risposta.

Mattina in alpeggio

Sveglia prima della luce con un margaro: mungitura, formaggio fatto nel paiolo di rame sul fuoco, e colazione con quello che è stato appena prodotto in alpeggio.

Bagno di bosco

Camminate lente e guidate nei lariceti e nelle pinete di cembro del Gran Paradiso. Lente per scelta e silenziose: la difficoltà, per chi è abituato ad andare veloce, è proprio rallentare.

Chamois, il paese senza auto

A 1.815 m, Chamois è l’unico comune italiano non raggiungibile in automobile: negli anni Cinquanta scelse la funivia al posto della strada. Ci si arriva in funivia, a piedi, o atterrando sul primo altiporto d’Italia, del 1967.

Casino de la Vallée

Il casinò di Saint-Vincent, che si abbina bene alle terme e a una cena importante in bassa valle.

Golf in quota

Courmayeur sotto il Monte Bianco, i campi sul fondovalle ad Aosta, e le diciotto buche del Cervino a 2.050 m, ai piedi della montagna.

Non basta avere
i contatti.

Una cantina aperta dal produttore, una mattina in alpeggio con il margaro, una visita fuori orario dove è realmente prevista e autorizzata, un tavolo alla fiera il 30 gennaio. È sapere chi lavora quel giorno, chi risponde al telefono a gennaio e chi sa dirti di no senza creare imbarazzi.

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