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Il Forte di Bard sopra il paese e il fiume

Esperienze

TUTTO QUESTO
IN TREMILA
CHILOMETRI QUADRATI.

Quattro stelle Michelin, una fiera che ha mille anni, castelli in fila lungo la strada, cantine a milleduecento metri e un’area megalitica più vecchia di Stonehenge. In una regione dove ci si sposta in quaranta minuti.

La tavola

Una cucina di montagna fatta di formaggio, salumi, segale e burro — e dei vini che fuori dalla valle conosce quasi nessuno.

5 esperienze

Una sala da pranzo alpina rivestita di legno, apparecchiata per il servizio
Una zuppa e un bicchiere di rosso su un tavolo di legno
Una finestra illuminata di sera in un edificio di legno

Le quattro stelle

Quattro stelle Michelin in una regione di 123.000 abitanti: Vecchio Ristoro e Paolo Griffa al Caffè Nazionale ad Aosta, Wood a Cervinia, Le Petit Bellevue a Cogne. Prenotiamo noi, parliamo con la cucina prima, e ti diciamo con franchezza quale delle quattro sale corrisponde alla serata che avevi in testa: perché non sono intercambiabili.

Pranzo in rifugio

Il cibo più onesto delle Alpi si mangia a 2.200 m su una terrazza di legno. Polenta concia, carbonada, seupa à la Valpellinentse e una bottiglia di Torrette. Ci si arriva con gli sci, a piedi o in gatto delle nevi.

Cuoco in casa

Uno chef nel tuo chalet per una sera o per tutte, con un menù degustazione oppure esattamente quello che i tuoi figli mangeranno davvero.

Cena in quota

Salita in gatto a un ristorante di montagna dopo la chiusura degli impianti, un tavolo apparecchiato sulla terrazza a 3.466 m dello Skyway, o un pranzo al sacco che di sacco non ha niente, portato a un colle dalla guida.

Mercato e cucina

Il mercato di Aosta con un cuoco, poi le mani in pasta: gnocchi alla bava, polenta concia e tegole di Aosta.

Cantine e produttori

Vigne fra le più alte d’Europa, un formaggio DOP stagionato dentro una vecchia miniera, e un liquore fatto con un fiore che cresce sopra i 2.000 m.

6 esperienze

Forme di Fontina DOP con il marchio del consorzio impresso
Vigne sopra il fondovalle di Aosta, con un castello e le montagne dietro sotto un cielo di tempesta
Bicchieri, pane e formaggio preparati per una degustazione su un tavolo di legno

I vini della Vallée

Petite Arvine, Fumin, Torrette, Nus Malvoisie, Chambave Muscat, Enfer d’Arvier e il Nebbiolo di Donnas: assaggiati con chi li fa, su terrazzamenti tenuti su da muri a secco che nessuno ha mai smesso di rifare.

Blanc de Morgex et de La Salle

Prié Blanc a piede franco fino a 1.200 m sotto il Monte Bianco: la fillossera a quella quota non è mai arrivata, e queste sono fra le vigne più alte d’Europa. Un vino che non somiglia a nessun altro in Italia, e che va bevuto qui per capirlo.

Fontina DOP

Visita in caseificio alla prima mungitura, poi giù nelle grotte di stagionatura di Valpelline, che sono una miniera di rame dismessa, dove migliaia di forme vengono girate e spazzolate a mano. Assaggiata giovane, stagionata, e sciolta in fonduta.

Salumi e dispensa d’alta quota

Jambon de Bosses DOP stagionato a 1.600 m, Lard d’Arnad DOP nei doils di castagno, motsetta, Fromadzo DOP e miele di montagna.

Genepì e distillati

L’artemisia d’alta quota da cui nasce il liquore della regione, assaggiata in distilleria insieme a grappe e infusi.

Caffè alla valdostana

Caffè, grappa, scorza di limone e zucchero, si accende e gira intorno al tavolo nella coppa dell’amicizia, con tanti becchi quanti sono i bevitori. La grolla, quella con un becco solo, è un altro oggetto: qui la differenza la notano.

Castelli e storia

Una città romana, una fila di castelli messi a guardia della strada per le Alpi, e un’area megalitica dove l’aratura rituale è datata intorno al 4200 a.C.

7 esperienze

La doppia cinta muraria e le torri del castello di Fénis
I bastioni a terrazze del Forte di Bard sulla sua rocca
L’alta facciata ad arcate del teatro romano di Aosta

Castello di Fénis

L’immagine che tutti hanno in testa quando dicono castello medievale: doppia cinta muraria, merli a coda di rondine e la scala affrescata nel cortile. Il meglio conservato dei manieri degli Challant.

Forte di Bard

Una fortezza enorme piantata nel punto più stretto della valle. Quella che nel 1800 tenne fermo l’esercito di Napoleone fu rasa al suolo subito dopo: questa è la ricostruzione sabauda del 1830–38. Oggi ospita il Museo delle Alpi, e ha fatto da Sokovia in Avengers: Age of Ultron.

Aosta romana

Augusta Prætoria Salassorum, 25 a.C. L’Arco d’Augusto, la Porta Prætoria, la facciata del teatro, il criptoportico sotto il foro e il ponte-acquedotto di Pont d’Aël, ancora in piedi dopo duemila anni e ancora percorribile.

Saint-Martin-de-Corléans

L’area megalitica sotto la città moderna: stele antropomorfe, i solchi di un’aratura rituale datata intorno al 4200 a.C. e tombe monumentali del III millennio, esposti dove sono stati trovati sotto un museo che ha vinto dei premi.

La strada dei castelli

Sarre, Issogne, Verrès, Aymavilles, Ussel, Saint-Pierre e il castello Savoia di Gressoney — ognuno con una storia diversa, in una giornata ben costruita o distribuiti su una settimana.

Aosta sacra

La collegiata di Sant’Orso con il chiostro romanico e i capitelli scolpiti, i mosaici e il tesoro della cattedrale, e l’ospizio del Gran San Bernardo che ospita viandanti da mille anni.

I villaggi walser

Case di legno e pietra a Gressoney, Issime e Alagna, costruite da gente di lingua tedesca arrivata dal Vallese attraverso i colli nel Medioevo, e mai più ripartita.

Cultura viva

Non sono cose messe in scena per chi viene da fuori. Sono quello che la valle fa comunque: noi ti ci facciamo entrare.

6 esperienze

Piazza Chanoux e il palazzo civico, nel centro di Aosta
Un rascard walser di legno, sollevato sui funghi di pietra
L’Arco d’Augusto ad Aosta

Fiera di Sant’Orso

Il 30 e il 31 gennaio, mille anni di fiera riempiono le vie di Aosta di intagliatori, lavoratori di pietra ollare, merlettaie e tessitori di drap, con la Veillà nella notte in mezzo che non si ferma fino all’alba. Una delle fiere continuative più antiche d’Europa.

Carnevale della Coumba Freida

Nei paesi sotto il Gran San Bernardo le landzette mascherate sfilano di casa in casa con costumi che citano, prendendole in giro, le divise dell’esercito napoleonico di passaggio.

Bataille des Reines

Le vacche valdostane si sfidano per stabilire la gerarchia della mandria: nessun sangue, nessuna messinscena, e una finale che a ottobre riempie l’arena Croix-Noire di Saint-Christophe.

Marché Vert Noël

Il mercatino di Natale dentro il teatro romano, con la facciata antica illuminata dietro le casette.

Botteghe artigiane

Un’ora al banco con un intagliatore, un lavoratore di pietra ollare o una merlettaia di Cogne: si fa una cosa male, con le proprie mani, accanto a chi la fa benissimo.

Lingue e patois

Una regione con due lingue ufficiali, dove si parlano ancora il patois franco-provenzale e il titsch walser. Si può organizzare una serata di racconti nelle lingue vecchie, con chi le ha imparate da bambino.

Dall’alto

Quattro massicci sopra i 4.000 chiudono questa valle. Di modi per guardarli in faccia ce n’è più di uno.

5 esperienze

Una mongolfiera in volo sotto una parete alpina innevata, nella luce bassa dell’inverno
Un elicottero vola basso sopra un ghiacciaio crepacciato
Una terrazza panoramica di vetro a sbalzo da una cima di roccia

Giro in elicottero

Venti minuti intorno al Monte Bianco, oppure un’ora piena su tutti e quattro i massicci, con atterraggio sul ghiacciaio dove le elisuperfici autorizzate lo consentono ai sensi della L.R. 15/1988, e un brindisi sulla neve.

Mongolfiera

Decollo alle prime luci dal fondovalle d’inverno, in silenzio, mentre le cime passano dal grigio al rosa al bianco.

Skyway Monte Bianco

Cabine rotanti fino a Punta Helbronner, 3.466 m, con il giardino botanico a metà salita e il pranzo in cima. È sullo skipass regionale: non serve comprarlo a parte.

Parapendio biposto

Dai venti ai quaranta minuti sopra la conca di Aosta, uno dei siti di volo più affidabili delle Alpi.

Osservatorio di Saint-Barthélemy

L’osservatorio astronomico regionale a Lignan, in alto e con un cielo davvero buio. Serate ai telescopi, osservazione solare di giorno, e un planetario per quando le nuvole vincono.

Giornate lente

Non tutte le giornate devono avere una cima dentro.

6 esperienze

Il paese termale di Pré-Saint-Didier visto dai pendii sopra
Un gruppo di case di legno scuro su un pendio verde
La luce della luna su un lago ghiacciato, sotto le montagne innevate

Pomeriggi alle terme

Pré-Saint-Didier sotto il Monte Bianco, o Saint-Vincent in bassa valle. Al trasferimento pensiamo noi, così nessuno deve guidare dopo. A Saint-Vincent si entra dai dieci anni in su: se ci sono bambini più piccoli, Pré-Saint-Didier è la risposta.

Mattina in alpeggio

Sveglia prima della luce con un margaro: mungitura, formaggio fatto nel paiolo di rame sul fuoco, e colazione dove è appena nato.

Bagno di bosco

Camminate lente e guidate nei lariceti e nelle pinete di cembro del Gran Paradiso. Lente per scelta, silenziose, e sorprendentemente faticose per chi è abituato ad andare veloce.

Chamois, il paese senza auto

Un villaggio a 1.815 m che dal 1955 ha scelto di non far entrare le automobili. Ci si arriva in funivia, a piedi, o atterrando sul primo altiporto d’Italia, del 1967.

Casino de la Vallée

Il casinò di Saint-Vincent, che si abbina bene alle terme e a una cena seria in bassa valle.

Golf in quota

Courmayeur sotto il Monte Bianco, i campi sul fondovalle ad Aosta, e le diciotto buche del Cervino a 2.050 m: uno dei percorsi più alti d’Europa.

Non è questione
di conoscenze.

Una cantina aperta dal produttore, una mattina in alpeggio con il margaro, un castello fuori orario, un tavolo alla fiera il 30 gennaio. È sapere chi lavora quel giorno, chi risponde al telefono a gennaio e chi ti dice di no senza offendersi.

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