
Monte Bianco
base Courmayeur
Il tetto dell’Europa occidentale. Da Courmayeur si sale in cabina fino a 3.466 m senza mettersi un rampone.

La Valle
Tremila chilometri quadrati, quattro massicci sopra i 4.000 e due lingue ufficiali. Ci passano quasi tutti, andando in Francia o più su a sciare. Poi si fermano in pochi, e comunque troppo poco.
La regione più piccola d’Italia, e quella che sale più in fretta: dai 340 m di Pont-Saint-Martin ai 4.808 del Monte Bianco.
Le cime sopra i 4.000 m dell’elenco UIAA che stanno sullo spartiacque valdostano, raccolte in quattro massicci.
Il Gran Paradiso diventa il primo parco nazionale italiano. Prima era riserva di caccia dei Savoia, ed è per questo che lo stambecco esiste ancora.
Aosta nasce come Augusta Prætoria. L’impianto delle strade nel centro è ancora quello.
Su 24 comprensori e 199 impianti, con un solo skipass regionale. Le valli non sono collegate fra loro: a collegarle è il pass.
Le lingue ufficiali, italiano e francese, più il patois franco-provenzale e il walser di Gressoney e Issime.
I quattro massicci
Monte Bianco e Cervino li dividiamo con Francia e Svizzera; il Monte Rosa sta a cavallo del confine. Il Gran Paradiso è l’unico con tutto il massiccio in Italia, ed è anche il più abbordabile dei quattro.
Le cime sopra i 4.000 m dell’elenco UIAA che stanno sullo spartiacque valdostano sono più di venti, e si raccolgono in quattro massicci: è con quelli che la valle si identifica. L’elenco vero è più lungo delle cartoline: le Grandes Jorasses e il Dente del Gigante sul versante del Bianco; Lyskamm, Castore, Polluce e le punte del Breithorn lungo la cresta del Rosa. Il Grand Combin, che riempie la vista dal Gran San Bernardo, sta invece tutto in Svizzera. Se vuoi la lista completa, chiedila a una guida: te la fa, e poi ti ci porta.

base Courmayeur
Il tetto dell’Europa occidentale. Da Courmayeur si sale in cabina fino a 3.466 m senza mettersi un rampone.

base Gressoney · Champoluc
Il massiccio con più quattromila delle Alpi. Da questo lato si sale il Lyskamm, 4.527 m: la Punta Dufour, la più alta, si sale dal versante svizzero.

base Breuil-Cervinia
Il versante italiano, quello con il sole del pomeriggio. Gli impianti da Breuil passano il confine e arrivano a Zermatt.

base Cogne · Valsavarenche
L’unico dei quattro con l’intero massiccio dentro i confini italiani, e il più abbordabile: si sale a piedi, con guida e con ramponi.
Dove dormire
La valle è lunga e le valli laterali sono tutte cieche: si entra e si torna indietro dalla stessa strada. Scegliere bene la base è la decisione che pesa di più in tutto il viaggio — quindi qui c’è anche la parte che di solito non si scrive, cioè a chi ciascun posto non va bene.

Sotto il Monte Bianco · ideale per Sci, tavola, Skyway, sere lunghe
Il paese più mondano della valle, esattamente sotto la montagna più alta dell’Europa occidentale.
Un paese vero: centro in pietra, ristoranti seri e una tradizione di guide che parte dal 1850. Due esposizioni diverse nello stesso comprensorio — il pianoro aperto e soleggiato di Plan Chécrouit a nord-est, e il versante boscato della Val Vény a nord-ovest, che tiene la neve. Lo Skyway parte dal bordo del paese e arriva a 3.466 m; le terme di Pré-Saint-Didier sono a dieci minuti. Se è la prima volta, è qui che si sbaglia meno.

Sotto il Cervino · ideale per Neve sicura, quota, passaggio a Zermatt
Alta, larga, affidabile, con il Cervino davanti tutto il giorno.
A 2.050 m il paese sta più in alto di dove finiscono molte piste altrove, ed è il motivo per cui a inizio e fine stagione qui si scia e in altre valli si guarda il meteo. Gli impianti passano il confine e arrivano a Zermatt: si pranza in Svizzera e si torna a dormire in Italia. Le piste sono ampie, esposte al sole e in gran parte generose — ottime per chi è a livello intermedio e vuole macinare chilometri senza spaventarsi.

Sotto il Gran Paradiso · ideale per Cascate di ghiaccio, fondo, fauna, silenzio
Un prato largo all’imbocco del Gran Paradiso, e una delle capitali mondiali dell’arrampicata su ghiaccio.
Cogne ha tenuto il comprensorio piccolo, e l’ha fatto apposta — una funivia e otto piste sul Montzeuc, tutte sullo skipass regionale — e mette il resto dove è più raro trovarlo: ottanta chilometri di piste da fondo in valle, le cascate di Lillaz, Patrì e Repentance che portano qui climber da tutto il mondo, e un parco nazionale che comincia a fine paese. D’estate diventa base da camminate e da fauna. Tranquilla, senza pose, e molto adatta alle famiglie che preferiscono gli stambecchi alla discoteca.

Sotto il Monte Rosa · ideale per Freeride, cultura walser, piste vuote
Tre valli collegate sotto il Monte Rosa, e il cuore freeride della regione.
Monterosa Ski unisce Champoluc, Gressoney e Alagna su una rete di impianti enorme e stranamente vuota, con fuoripista fra una valle e l’altra che ha fatto la reputazione del posto. I paesi sono insediamenti walser in legno e pietra, con una lingua propria e un’architettura che non somiglia a nient’altro in Italia. Meno gente che a Courmayeur, più terreno che altrove.

Sotto il Rutor · ideale per Bike park, neve sicura, passaggio in Francia
Neve sicura d’inverno, discese da Coppa del Mondo d’estate, e un impianto che porta in Francia.
Più tranquilla e più conveniente delle vicine, con piste esposte a nord che tengono la neve, il collegamento oltre il Piccolo San Bernardo verso La Rosière e un bike park che ha ospitato la Coppa del Mondo UCI di downhill. Sopra, il ghiacciaio del Rutor è terreno da eliski e da scialpinismo fra i migliori della regione.

Sotto l’Emilius · ideale per Città più montagna, storia, bike park, prezzo
Un comprensorio e un bike park attaccati a una città romana da una sola cabinovia.
Si dorme ad Aosta dentro mura di duemila anni e si sale a Pila con la cabinovia che parte dalla stazione, dove da quest’inverno una nuova telecabina da dieci posti arriva al Couis, a 2.723 m, in un quarto d’ora. È la base con il miglior rapporto qualità-prezzo della regione e l’unica dove la sera esiste davvero una città (ristoranti, enoteche, il teatro romano, l’area megalitica) invece di una via di stazione.

Sotto il Monte Zerbion · ideale per Castelli, vino, terme, mezza stagione
Castelli, cantine, il Forte di Bard e l’acqua termale: la valle quando la neve non c’è.
Saint-Vincent, Bard, Verrès e Donnas stanno abbastanza in basso da essere piacevoli in primavera e in autunno. È la parte storica ed enologica della regione: una fila fitta di castelli medievali, il Nebbiolo di Donnas, le terme e il casinò. Perfetta per le mezze stagioni e per chi non è venuto qui a faticare.
Quando venire
Qui non ci sono mesi brutti, ci sono mesi adatti a persone diverse. Il problema è che gli italiani prenotano per calendario, e quasi tutti i mesi migliori sono quelli in cui non pensano di venire: marzo, settembre, ottobre. Febbraio ha la neve migliore e mezza Italia dentro; novembre costa un terzo e non c’è nessuno.
Apre la stagione. Marché Vert Noël nel teatro romano. Le quote alte sono quelle che rendono.
Il mese più freddo, più secco e più vuoto. Cascate di ghiaccio al meglio. Fiera di Sant’Orso il 30 e il 31, con la Veillà nella notte in mezzo.
La neve migliore e la settimana bianca addosso. Carnevale della Coumba Freida. Se vieni a febbraio, prenota a ottobre.
Giornate lunghe, neve ancora buona, sci primaverile e inizio della stagione di scialpinismo. Il mese che i valdostani si tengono.
In alto si scia ancora, lo scialpinismo è al massimo e il fondovalle è già verde. Due stagioni nello stesso giorno.
Vuoto e conveniente. Castelli, cantine, camminate in bassa valle. Diversi impianti sono chiusi: va saputo prima.
Prati in fiore e fiumi al massimo per la fusione della neve. Il mese giusto per il rafting.
Stagione alpina piena: rifugi aperti, ghiacciai accessibili, bike park in funzione. E si scia ancora sul Plateau Rosà.
Il più caldo e il più pieno, con la Foire d’été e le feste di paese. Ad agosto, se non prenoti con mesi di anticipo, non trovi niente.
Il mese di chi sa. Tempo stabile, aria trasparente, vendemmia e sentieri vuoti. Se puoi scegliere tu, scegli questo.
I lariceti diventano oro. Finale della Bataille des Reines all’arena Croix-Noire. Vino e castelli al loro meglio.
La valle si ferma. Terme, musei, prezzi bassissimi e nessuno in giro.
Prima ancora di scegliere
Risposte corte, senza giri di parole. Stai confrontando la Valle con le Dolomiti o con la Francia? C’è una pagina apposta, con le fonti. Se la tua domanda non è qui, scrivicela: risponde una persona con nome e cognome, entro dodici ore.
Da Torino Caselle circa un’ora e venti, da Milano Malpensa circa due ore, da Ginevra un’ora e tre quarti passando dal Traforo del Monte Bianco. In treno si arriva a Torino o a Ivrea: la linea Ivrea–Aosta è chiusa per elettrificazione fino al 2027 e la si copre in auto.
Sì. Lo skipass regionale vale su 838 km di piste, 24 comprensori e 199 impianti, e comprende anche la funivia Skyway Monte Bianco, gli impianti di La Rosière in Francia e quelli di Alagna in Piemonte. Le valli però non sono collegate fra loro dagli impianti: a unirle è il pass, e gli spostamenti si fanno in auto.
Sì, su tre valichi diversi. Da Breuil-Cervinia si passa a Zermatt, da La Thuile a La Rosière, e da Gressoney si scende ad Alagna in Piemonte. Per Zermatt e La Rosière serve il documento: si attraversa un confine su una seggiovia.
Febbraio ha la neve migliore e il pieno di gente. Marzo tiene ancora la neve con giornate lunghe. Settembre è il mese più bello dell’anno per aria e sentieri, e novembre è il più economico. Non esistono mesi brutti, esistono mesi adatti a cose diverse.
Sì, sul ghiacciaio del Plateau Rosà sopra Breuil-Cervinia, che è l’unico ghiacciaio italiano aperto tutto l’anno. Si va la mattina presto, ed è dove vengono ad allenarsi le squadre nazionali. Le ondate di caldo possono chiuderlo per qualche giorno: si controlla il giorno prima, non il mese prima.
I massicci sono quattro: Monte Bianco a 4.808 m, Monte Rosa a 4.634 m, Cervino a 4.478 m e Gran Paradiso a 4.061 m. Le cime sopra i 4.000 m dell’elenco UIAA che stanno sullo spartiacque valdostano sono più di venti.
No, se c’è un autista. Prendiamo gli arrivi in aeroporto seguendo i voli, montiamo gomme invernali e seggiolini di serie e teniamo un autista a disposizione in loco. Diverse valli laterali, il Gran Paradiso per primo, si girano molto meglio senza pensare a dove parcheggiare.
Dicci chi viene, più o meno quando, e che aria deve avere la settimana. Alla base, al mese e a come incastrare le giornate pensiamo noi.